Bilancio sul viaggio in Francia 2023: toujours belle 

Bilancio sul viaggio in Francia 2023: toujours belle 

Abbiamo fatto parecchi viaggi in camper in Francia, forse il decimo, ma quello di quest’anno, è stato il più soddisfacente…perché? Perché la Francia è toujours belle…ma non solo… 

Potrebbe essere facile dare una risposta, visto che alcuni di voi ci hanno seguito sui social nelle varie tappe pubblicate su “i viaggi di Enzo.blog” (ben 15 tappe e tutte impegnative…), ma è stata un’avventura che è andata oltre…

Il viaggio in Francia…Perchè?

Prima di tutto, la ri-scoperta di tanti Siti Patrimonio Unesco. Come dico in qualche riflessione lungo le tappe, la Francia ne ha di siti culturali, al pari dell’Italia, ma sa “venderli” bene!. Io/noi sono/siamo andati su alcuni “mirati”, come ad esempio Le Mont Saint Michel. Altri siti però, sono arrivati attraverso ricerche web, oppure indicazioni stradali. Ebbene si…I vecchi (poverini!) e “superati” cartelloni stradali funzionano ancora! Almeno per me…per Noi, Donatella ed Aramis incluso. 
Sull’autostrata (autoroute) ma soprattutto sulle provinciali e statali, le indicazioni e le “enfatizzazione” ci hanno spinto a “deviare”. E poi il detto: “dai siamo già qui…che ci costa…chissà quando ri-torneremo…” vince sempre.

I castelli della Loria: Chateaux de Blois

E cosi abbiamo scoperto qualche castello meno blasonato, come Blois (di solito tutti vanno alla reggia-Chateaux  di Versailles, ecc), ma qui ho ritrovato le orme dei Borboni..

In questo Castello ci sono stati/passati  almeno 8 regine e tanti Re. Tra questi i Re anche la dinastia dei Borboni. Ricordo, che da buon campano quale sono io, i Borboni hanno dominato il regno delle due Sicilie per secoli, dando splendore all’allora capitale Napoli. Non posso non citare Ferdinando di Borbone, che prima della dominazione dei subentrati Francesi, diede per circa 400 anni splendore a Napoli ed al Sud, (è ritornato il “campanilismo “campano…!)

Investire in cultura (sempre…toujour…)

E poi, la corsa e la promozione a far visitare luoghi Patrimonio Unesco materiali ed “immateriali”. Ad esempio per quanto riguarda gli “immateriali” le “deviazioni” ti spingono a visitare le zone vicino ad Auxerre, dove c’è la produzione dei Vini Bourgogne. Ma anche luoghi di arti e mestieri (i francesi sono molto bravi ad enfatizzare le “arti manuali”).
E poi la quantità (industriale) di Gallerie d’arte. Da noi ce ne sono e concentrati nelle città grandi/medie, ma vedere tante Gallerie ad Auxerre, Honfleur, Clermont Ferrand, che sono piccole cittadine, mai me lo sarei aspettato…

Le considerazioni a questa prima osservazione: LA CULTURA IN FRANCIA “VALE”, SI FANNO TANTI INVESTIMENTI E NON ESISTE GRANDE DIFFERENZA TRA LA GRANDE CITTA’ E LA CITTADINA “SPERDUTA.
Abbiamo ancora tanto da lavorare (ed imparare!)…Ma ce la faremo…

Piccolo è bello (sempre…toujour…)

E poi i luoghi che abbiamo visitato…Abbiamo escluso le grandi città, Parigi, Bourdeaux, Marsiglia per concentrarci sulle middle-city: Lione (una scoperta Tappa 2), la stessa Clermont Ferrand (Tappa 14) per non parlare di Orleans(tappa 4) e per finire alle “perle” di Honfleur (tappa 5 e 6)…Tutti luoghi Patrimonio Unesco per questa o quell’opera, dove il riconoscimento mondiale diventa “attrattore”…

Chiaramente portiamo a casa, ricchezza e consolidamento culturale, in questo caso, ma anche ricchezza naturale e benessere fisico.

E parlando di natura, mi ri-tornano in mente e nel cuore, le serate ad Etretat, ad Antifer a Tours (passeggiate sulla Loira o il Chen)  oppure le giornate “terse” e abbaglianti ad Honfleur o agli stessi Chateaux (Chateaux di Blois, Chateaux di Amboise)…

Le falesie de la Normandie

E poi la “sosta” alle falesie, una settimana circa, che era il mio/nostro obiettivo dichiarato del viaggio!.


Qui è stato come immergersi nella natura e nel rispetto di essa.

A piedi, ripeto a piedi, abbiamo scoperte le “falesie” da nord a Sud di Etretat. (tappe dalla 7 alla tappa 11).

Un luogo magico che “sprigiona” bellezza pura e che ha ispirato i grandi Monet e Guy de Montpassant!

Da li sopra  è tutta magia…

Non ci sono limiti…e ti rendi conto di quanto siamo piccoli, rispetto all’immenso…

Stessa sensazione provata alle Porte La Manne e Port de la Courtine dove ad Antifer partendo dal faro, raggiuto in bici, e da qui a piedi, abbiamo percorso il sentiero che ci ha portato a La Plage e poi al Pertuiset…Altra esperienza toccante.


Insomma tutta la cotè de Arbatre (Costa d’Alabastro) ce la porteremo sempre dentro di noi!…Aramis compreso.

La cuisene Francaises

E poi la cuisine e le bontà del Nord, Normandie e Bretagne, ma anche della Loira, dove spiccano le Ostriche (bisogna assaggiarle nelle loro piccole boutique)!),  le cozze (Mules)  in tutte le salse…è il caso di dire. Noi le abbiamo mangiate al Camembert, alle cipolle, alla marinara, al sidro. (per i francesi Cidro).

Ed a proposito di bibite il Sidro (bevanda-vino emblema della Normandie estratta dalle mele) è stato il nostro fil rouge, insieme al Calvados (acquavite di cidro diffuso in questa zona e non solo) …mentre nel Centro della Francia a Chalis (Loira, Lione) ci siamo “imbattuti” nel Bourgogne…molto più intenso ed alcoolico del Sidro (provare per credere!).

E poi i Formaggi ( quelli francesi sono morbidi e buonissimi)…

Ma …Io “tifo” per quelli italiani…più stagionati…

Qualche criticità…ma…

Chiaramente non tutto è stato sempre bello: qualche incomprensione con i “cugini” c’è stata…Si è acuita al ritorno quando, vedi tappa 15 dovevamo ritornare il Italia. Qui la comunicazione è stata insufficiente e grazie a “ Luciano”, mio suocero che era in Italia, abbiamo saputo della deviazione per il Mont-Blanc rispetto al Traforo del Frejus previsto (avevano comunicato che le auto ed i camper potevano passare dal Frejus, invece non era cosi per i camper oltre i sei metri…e il mio/nostro camper è di 6,75 metri!).

E poi i prezzi. La Francia non è allineata con l’Italia sul valore dell’Euro!. I prezzi sono “mediamente”  più alti di circa il 40%! Per non parlare del caffè, la bevanda più umile, che si attesta sui 2 euro e 50 cent! E per noi italiani…fa male alla pancia ed…alla tasca!

In sintesi, è stato un bel viaggio che consiglio a tutti!( anche al mio peggior nemico! Cit.) 
Perché la Francia offre ancora molto, e al di là di qualche incomprensione, è un gran paese…ed è toujours belle. Au Revoir 

Il mio viaggio in camper: dalla Sacra di San Michele, fino a Mont Saint Michel (tappa 12)

Il mio viaggio in camper: dalla Sacra di San Michele, fino a Mont Saint Michel (tappa 12)

Dopo aver lasciato le Havre la nostra tappa dichiarata era Mont Saint Michel. Perchè c’ero stato con i miei figli quando erano piccoli, ero curioso di vedere il gioco delle maree, e perchè con Donatella e Aramis avevamo visitato la Sacra di San Michele ad Avigliana (fa parte del circuito dei percorsi di San Michele)… ma anche per tanto altro!

La tappa di le Havre non ci ha entusiasmato più di tanto se non per il fatto che la città dal 2005 è Patrimonio Unesco (questa dei Patrimoni è un mio cruccio!)… Ecco che puntare su Mont Saint Michel voleva essere più soddisfacente ed appagante.

In primis ci sono già stato con la mia famiglia qualche qualche annetto fa…ed ero curioso di vedere i cambiamenti. Ed oggi, abbiamo sfidato prima l’acqua, all’andata e poi, al ritorno il vento ed a piedi abbiamo raggiunto la meta…
Ma i motivi e le curiosità sono davvero tanti…

Le Maree

Lo sapevi che Mont Saint Michel rappresenta il luogo delle maree più alte d’Europa? Si parla di 15 metri!!! Inoltre sebbene abbiano costruito una diga per evitare esondazioni, ad orari particolari del giorno, il fenomeno delle maree si replica dalle 18,07 circa fino alle 19. E grazie ad un progetto Europeo , il tutto viene ricondotto nel letto “artificiale” grazie alla diga non “impattante”. Infine è stata costruita una strada dove si evita il blocco del passaggio verso l’abbazia in quegli orari e grazie ad un servizio efficiente di bus “bicondotti” (poichè non è possibile invertire il senso di marcia, ogni bus ha due “cabine” di manovra!…da vedere) si puo’ raggiungere il Monte fino alle 01,30 di notte. Noi il pulmann non l’abbiamo utilizzato ma immagino l’esperienza intrigrante…).

Saint Michel Patrimonio Mondiale Unesco dal 1979

E poi Saint Michel è stato uno dei primi Patrimonio Unesco. E questa riconoscimento se lo merita tutto. Attraversando le stradine, si sente la Storia che “permea”.

1300 anni di storia

A proposito di Storia, questo sito costruito nel 708 d.c. è stato realizzato in un periodo di 1300 anni utilizzando diversi stili e diverse generazioni di lavoratori.

L’idea fu ispirata da un sogno? Lo sapevi? Il vescovo Aubert di Avranches fu visitato nei suoi sogni dall’Arcangelo Michel. L’arcangelo lo incaricò di costruire una chiesa sull’isola rocciosa situata alla foce del fiume Couesnon. Il vescovo dopo la seconda annunciazione, inizio’ a costruire la struttura che si ispira ad una gerarchia feudale

La costruzione del Mont Saint Michael rappresenta la gerarchia feudale praticata all’epoca. Dio è, ovviamente, in cima, seguito dall’abbazia e il monastero. Le grandi sale sono costruite al di sotto di questo e poi vengono i negozi e le abitazioni. Quasi al di fuori delle mura, si trovano le abitazioni dei pescatori e dei contadini. Lo sapevi che sull’isola ci fu anche una prigione? E che gli inglesi non furono mai capaci di conquistarla?

Le fortificazioni e le onde di marea resero impossibile agli inglesi conquistare Mont Saint Michel durante la guerra dei Cento Anni. L’abbazia resistette all’assedio per trent’anni e la sua strenua difesa contro l’Inghilterra ispirò personaggi come Giovanna d’Arco.

Mont Saint Michel è un luogo di pellegrinaggio

Mont Saint Michel è noto per essere una destinazione turistica ma è anche un luogo di pellegrinaggio molto importante. Dal X secolo, molti pellegrini arrivavano all’abbazia passando per vie pericolose e le sabbie che coprivano la baia con la bassa marea. Senza il ponte che collegava la terraferma e l’isola, era un’avventura rischiosa attraversare la baia perché c’erano anche molti depositi di sabbie mobili nella zona. E questa caratteristica ha ispirato anche produzione di film e serie TV. (Ispirazione per Delitto a Mont Saint Michel, oppure ispirazione di “Rapunzel – L’intreccio della torre” o ispirazione per Minas Tirith, la capitale di Gondor nel Signore degli Anelli.)

Io, Donatella ed Aramis tutte queste sensazioni le abbiamo sentite sia nella parte spirituale (la chiesa dà una carica spirituale), ma anche e soprattutto nella parte storica…ma anche in quella culinaria. Non siamo riusciti ad assaggiare l’agneau de pré-salé, l’agnello di palude salmastra allevato nella baia del monastero perché abbiamo visitato il Monte di domenica e veramente è stato impossibile prenotare o entrare in alcuni ristoranti consigliati. Abbiamo curvato da restaurant St. Pierre a base sempre di prodotti tipici di formaggio ovvero il Camembert di Normandia , assaggiato questa volta liscio e poi con le cozze a parte (les Mules)), accompagnato da cidro questa volta de Normandie e dalle “teurgoule” il dessert a base di riso al latte e cannella…per la deliza del palato di Donatella!

Prossima tappa la città di Tours –  S T A Y   T U N E D!

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